Live tracking e AIS a confronto, e il ruolo degli avvisi di geofence
L'AIS ti informa sulle imbarcazioni intorno a te; il live tracking dice a persone scelte dove sei. A cosa serve ciascuno, quando usarli entrambi e come impostare avvisi di geofence che aiutano davvero in acqua.
Del team Waterspeed
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L’AIS ti mostra le imbarcazioni intorno a te per evitare collisioni; il live tracking mostra a persone che scegli tu dove sei. Entrambi mettono delle posizioni su una mappa, ed è per questo che vengono confusi, e molti velisti e rider li usano entrambi. Gli avvisi di geofence aggiungono un allarme quando un dispositivo tracciato attraversa un confine che disegni tu.
A cosa serve l’AIS?
L’AIS (Automatic Identification System) è un sistema radio che le imbarcazioni usano per trasmettere identità, posizione, rotta e velocità, ed è pensato per la consapevolezza anticollisione: cosa c’è intorno a te, dove va e quanto veloce. Le navi commerciali in genere devono avere apparati di Classe A; molte barche da diporto usano transponder di Classe B, e alcune hanno solo ricevitori. App come MarineTraffic mostrano i dati AIS online.
A cosa serve il live tracking?
Il live tracking prende una posizione GPS dal tuo telefono, orologio o dispositivo e la condivide tramite una connessione internet (di solito cellulare) con persone che scegli tu. È personale: dove sei partito, dove sei ora, come sta andando la tua sessione. Vedi Live tracking in acqua.
Qual è la differenza tra live tracking e AIS?
L’AIS ti informa sulle imbarcazioni nel traffico intorno a te. Il live tracking informa persone scelte su di te.
- L’AIS conta di più quando il rischio viene da altre imbarcazioni: attraversare vicino a rotte commerciali, regatare vicino a una corsia di navigazione, una barca d’appoggio che tiene d’occhio un campo di regata.
- Il live tracking conta di più quando la domanda è “dov’è la mia persona?”: sessioni in solitaria, percorsi lunghi, uscite di gruppo che si sparpagliano, allenamenti giovanili, spot sconosciuti, eventi in cui gli organizzatori vogliono una vista in tempo reale.
Chi esce con tavola, wing o kite di solito non compare affatto sull’AIS, e il live tracking non ti avvisa di una nave. Per molti velisti e rider la risposta è usarli entrambi, ciascuno per il suo compito.
Cos’è un avviso di geofence?
Un geofence è un confine virtuale su una mappa, e il sistema registra l’evento o invia un avviso quando un dispositivo tracciato entra, esce o resta in quell’area. Il confine può essere un cerchio attorno al tuo punto di partenza, una forma attorno a una baia, un corridoio lungo un percorso, o un’area da evitare come un canale, una secca o una zona interdetta. Alcune piattaforme di tracciamento e comunicatori satellitari li offrono.
Considera il geofencing solo un aiuto. Non ti tiene lontano dalle altre barche, e ti servono comunque strumenti di navigazione adeguati e conoscenza locale, perché la precisione del GPS varia, le batterie si scaricano e la copertura cala.
Come impostare un geofence utile
- Parti dal rischio. Cosa stai cercando di prevenire o monitorare? Lo scarroccio verso il largo con vento da terra, l’ingresso in un canale trafficato, un gruppo che si allarga troppo?
- Disegna il confine con un margine. Mettilo prima del punto in cui le cose si fanno difficili, così l’avviso arriva quando c’è ancora tempo per agire.
- Scegli l’attivazione: un avviso di uscita per il bordo dell’area prevista, un avviso di ingresso quando il problema è la zona stessa (un tratto di porto interdetto, acqua bassa, un canale per le barche).
- Scegli destinatari che possano agire, come un contatto di fiducia a terra per una sessione in solitaria o il gommone dell’allenatore o la squadra di sicurezza per gli allenamenti del circolo.
- Provalo a terra camminando o guidando attraverso il confine con lo stesso dispositivo e le stesse impostazioni che userai in acqua.
- Inseriscilo nel briefing. Di’ al gruppo dov’è il confine, chi riceve l’avviso e quanto aspettare prima di dare l’allarme. Un avviso è un segnale per valutare la situazione; da solo non prova che qualcuno sia in difficoltà.
Geofence per la prestazione
I confini rendono anche le sessioni ripetibili, perché esci ogni volta sullo stesso traverso, nella stessa zona di partenza o nella stessa area di allenamento. Su un lago ventoso, la direzione di un run e la distanza dalla riva possono dire più della velocità massima; in una sessione di foil in oceano, separare la zona di onda pulita da quella in cui si pagaia verso il largo dà confronti più equi.
Niente di tutto questo sostituisce le basi: controlla le previsioni, comunica a qualcuno il tuo piano, porta l’attrezzatura giusta e torna indietro quando le condizioni cambiano. Vedi App e strumenti per la sicurezza negli sport d’acqua.


